Paese Ospite 20

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La Biennale già dalla IX edizione ha mostrato la volontà di confrontarsi con altre culture che hanno tradizioni millenarie di utilizzo della carta, per questo nell’edizione 2018 è stata invitata la Cina come paese ospite, e sempre seguendo questa nuova linea di interazione culturale la prossima edizione del 2020 avrà come paese ospite il Giappone.


Il Giappone infatti è secondo solo alla Cina per quanto riguarda la tradizione della carta utilizzata nei e per i più svariati modi.

 

 

Tradizione e innovazione 

Il Washi, la cosiddetta carta giapponese, dal 2014 è entrata di diritto a far parte dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell Unesco.  

Questa carta è di uso comune per le arti tradizionali giapponesi come ad esempio Ikebana ovvero l'arte della composizione floreale, o Origami cioè l'arte di piegare la carta, oppure Shodō la famosa l'arte della calligrafia giapponese, fino anche al Sumi-e uno stile pittorico monocromatico appunto effettuato solo su questo tipo di carta giapponese.

 

origami-4074201 1920
        13390111154 7fea0bbf9b b La carta fa parte della tradizione giapponese non solo in ambito artistico ma anche architettonico, in questo contesto è obbligatorio fare una menzione d'onore per l’architetto Shigeru Ban, che ha fatto del cartone e della carta la sua cifra stilistica diventando ad oggi il più famoso ed importante architetto che utilizza questi materiali sia a scopo umanitario (si dedica alle situazioni di disagio e di impellente necessità per costruire strutture e alloggi velocemente) che a strutture museali o grandi complessi come quello realizzato a l'Aquila dopo il terremoto.

 

Per dar voce a questa tradizione anche in Italia saranno presenti alla Biennale figure di rappresentanza giapponesi sia di importanza istituzionale che artistica affinché siano  mostrate le loro abilità e la loro particolare ed unica modalità di creazione con la carta. L’impegno della Biennale è anche quello di creare grazie ad una collaborazione tra un’università italiana ed una giapponese un padiglione dedicato alla loro arte, naturalmente costruito con i materiali cardine dell’evento, così da creare per le opere di artisti giapponesi un focus particolare ed unico.

 

 

 

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Paese Ospite 18

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 focus on china

Lucca Biennale inaugura nel 2018 una importante azione: ad ogni edizione un paese viene ospitato, rendendo la Biennale il luogo della cooperazione internazionale, ed il paese ospite oggetto di un focus che ruota intorno alla produzione di Paper Art e alla realizzazione di un progetto specifico. Nel 105 d.C. Ts’ai Lun informa l’imperatore della Cina di aver fabbricato un nuovo materiale adatto alla scrittura, usando solo “vecchi stracci, reti da pesca e scorza d’albero”. E’ la prima testimonianza storica della creazione della carta. Per questo motivo, per la lunga tradizione che lega a doppio filo la Cina con Lucca, principale polo di produzione cartaria in Europa, la scelta del primo paese ospitato dalla Biennale non poteva cadere altro che verso la Cina. Il focus sulla Cina si concretizza nella Biennale attraverso due importanti collaborazioni. Il China Design Centre, collettore di importanti artisti cinesi e la Università Tongji di Shanghai, tra le più importanti del paese, protagonista di un ambizioso progetto di Architettura urbana. 

 

 TONGJI UNIVERSITY 

La Università Tongji è stata fondata nel 1907 ed è una delle università più importanti in Cina. Offre la possibilità di intraprendere un percorso di studi in più di 10 discipline differenti (architettura, scienza, medicina, ingegneria, arte, economia, letteratura, giurisprudenza, management, filosofia, educazione). La Università Tongji è una delle università più vecchie e prestigiose in Cina, ed è anche una delle più grandi del paese, con oltre 70000 studenti e oltre 8000 docenti. I corsi di Ingegneria Civile e Architettura sono di eccellenza e tra i più selettivi della Cina.  logo-TJU-min
 logo-CAUP-min Il College di Architettura e Urbanistica (College of Architecture and Urban Planning) è una delle prime università in Cina con programmi di urbanistica ed è uno degli istituti d’istruzione più importanti della Cina. Mira a creare ambienti armoniosi e sostenibili, portando avanti le tradizioni spirituali cinesi, coltivando cooperazioni internazionali e nazionali, per poter creare un futuro promettente per il loro paese. Il progetto presentato alla Biennale dal College di Architettura e Urbanistica nasce dalle costruzioni tradizionali cinesi chiamate “Ting” (chiosco), dove le persone si fermano per riposare. Queste costruzioni sono senza muri, in modo da offrire alla persona lo spazio necessario.
La costruzione in cartone prende spunto dalle arcate romane accostate da monomeri strutturali per rinforzare l’intera struttura. Viene quindi accostata l’idea dei chioschi cinesi con le arcate romane. La struttura progettata dagli studenti è composta da uno spazio ampio, uno medio ed uno per bambini, con l’obiettivo di risaltare la differenza di scala tra di loro. Le tre sfere saranno percepite in modo completamente diverso viste dall’interno. Questo progetto ha l’obiettivo di sottolineare la chiusura verso l’esterno e la mancata comunicazione. Per questo motivo la parte superiore del pentagono è stata rimossa e sono state create finestre di comunicazione tra lo spazio interno ed esterno.  

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CHINA DESIGN CENTRE

China Design Centre è stato fondato a Londra nel 2013 da un team di architetti e designer professionisti dedcati alla creazione di un design  innovativo. Il China Design Centre promuove il design che viene da un paese con una lunga storia e una cultura ricca, la cui economia dinamica sta generando una nuova visione della creatività che è diventata la chiave per sbloccare nuove possibilità sociali e commerciali in campi come l’Architettura, le Arti, l’ Arredamento, il Prodotto, la  Gioielleria e la Moda. China Design Centre infatti è  un luogo ideale per esplorare opportunità di collaborazione tra designer provenienti da Cina, Regno Unito e dal resto del mondo. Il loro interesse è volto  allo scambio interculturale di idee, conoscenze e competenze. Per questo motivo, quest’anno il China Design Centre partecipa alla Biennale proponendo artisti dalle varie tecniche e filosofie, tra cui: la solitudine, la circolarità della vita e il rapporto che il passato ha con il presente, la natura come tempio di contemplazione.

Alla IX edizione della Biennale, China Design Centre presenta 3 opere in Palazzo Ducale e mercato del Carmine.

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